On. Fragomeli : chiusura ponte di Paderno d’Adda, niente di improvvisato. Un intervento complesso che ci consegnerà il ponte dei prossimi cent’anni»

//On. Fragomeli : chiusura ponte di Paderno d’Adda, niente di improvvisato. Un intervento complesso che ci consegnerà il ponte dei prossimi cent’anni»

«Quando c’è di mezzo la sicurezza delle persone, nessuno può più permettersi di improvvisare niente, soprattutto noi lecchesi dopo la dolorosa vicenda del ponte di Annone».

Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese del PD, interviene nuovamente in merito alla questione della recente chiusura del Ponte di Paderno d’Adda.

«Come avevo avuto modo di anticipare lo scorso marzo – spiega – la chiusura del Ponte San Michele di Paderno d’Adda era prevista per il mese di ottobre 2018. Il deterioramento della struttura si è però rivelato superiore a quanto previsto e si è pertanto deciso di anticiparne la chiusura di un paio di settimane. Niente di improvvisato quindi ma, come sappiamo, quello di Paderno, è un ponte dall’alto valore storico e logistico, per la sistemazione del quale era prevedibile dover mettere in conto dei disagi, anche e soprattutto per gli abitanti delle due sponde dell’Adda e per chi lo utilizzava quotidianamente per i propri spostamenti.

«In questi ultimi anni – continua Fragomeli – ho avuto modo di dimostrare con i fatti quanto i temi della viabilità e dei ponti stradali mi siano sempre stati a cuore. Il mio impegno, anche relativamente alla questione del Ponte San Michele, non si è quindi concluso con il reperimento – per quanto fondamentale – dei 20 milioni di euro necessari alla sua riqualificazione. Ho sempre seguito con attenzione gli sviluppi dell’accordo per il recupero della struttura affinché si arrivasse, nel minor tempo possibile, ad una conferenza dei servizi che consentisse quanto prima l’avvio dei lavori».

«Quello di Paderno è un ponte che ha ormai 130 anni, per il quale le sollecitazioni cui è sottoposto derivano, per il 50 per cento, dal peso della struttura stessa; per il 30 per cento dal peso dei treni in transito e per il 20 per cento dalla quantità di traffico veicolare. Viste quindi le condizioni in cui si trova, si è semplicemente deciso di non rischiare e di non attendere oltre per decretarne la chiusura, fermo restando la tempistica delle opere già programmate.

«I primi ad essere eseguiti saranno i lavori per il rifacimento del manto stradale, per il completamento dei quali saranno necessari solo pochi mesi. Nel frattempo RFI sta già lavorando per velocizzare l’iter per l’assegnazione dei lavori di consolidamento strutturale, in modo tale che il periodo di chiusura al traffico veicolare possa essere inferiore rispetto al tempo effettivamente necessario al completamento dei lavori, rendendo così possibile ipotizzare una riapertura al transito delle auto anticipata rispetto alla data di fine lavori».

2018-09-18T08:30:48+00:0018/09/2018|Categorie: News|