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CODURELLI: CONSIDERAZIONI SULLO STRUMENTO MILITARE 2012.12.14
  Il Pd ha lavorato per mesi, insieme al gruppo al Senato, anche in raccordo con le associazioni della Tavola della Pace, di Sbilanciamoci e della Rete Italiana per il Disarmo.
Alcune cose del provvedimento non ci convincono, altre - importanti-siamo riuscite a modificarle;   1) la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici, attraverso una "bicameralina" che consentisse al Parlamento di assumere il ruolo che gli è proprio. Una netta opposizione del PdL ha impedito di percorrere questa strada, che ci proponiamo però di recuperare nel corso della prossima legislatura: l'Italia non ha mai proceduto all'elaborazione di una "strategia di sicurezza nazionale", ed è un vuoto che il prossimo Parlamento dovrà colmare . 2) durante gli anni dei tagli lineari del governo Berlusconi (che ci sono stati anche nel settore Difesa) noi abbiamo sempre criticato il fatto che le spese per il personale fossero arrivate a "mangiare" ormai la quasi totalità del bilancio della Difesa, rendendo poco efficace il nostro strumento militare, e compromettendo la nostra capacità di lavorare credibilmente ad un rilancio del progetto di integrazione europea della Difesa : i parametri internazionali ed europei della ripartizione interna del bilancio della Difesa sono 50% al personale, 25% all'esercizio, 25% agli investimenti. Avere una ripartizione estremamente sbilanciata comporta serie difficoltà di integrazione ("interoperabilità") europea. Ed é bene ricordare che la Difesa europea é sempre stato un nostro obiettivo, condiviso con convinzione dal mondo "pacifista". La riforma dello strumento militare non è quindi solo urgente per motivi di efficienza e sostenibilità "interna", ma anche improrogabile se vogliamo procedere davvero, e non solo a parole, sulla via dell'integrazione europea della Difesa (come ci ha ricordato pochi giorni fa il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto da Napolitano, auspicando un'approvazione della riforma entro la fine della legislatura). 
3) Consapevoli del poco tempo a disposizione, abbiamo fin da giugno lavorato insieme - gruppo di Commissione alla Camera e al Senato, con diverse riunioni congiunte, alla prima delle quali hanno partecipato anche Franceschini e la Finocchiaro - per modificare il provvedimento già al Senato. Ci siamo riusciti (entro nel merito più avanti) e questo è il motivo per cui il nostro gruppo al Senato ha votato in modo unanime la riforma, e noi alla Camera non abbiamo presentato emendamenti. Introdurre modifiche oggi significherebbe evidentemente voler affossare il provvedimento, e portarne la responsabilità . 4) Nel merito, tra le diverse modifiche che abbiamo introdotto al Senato, due sono particolarmente rilevanti:   - è stata eliminata la possibilità per il ministero della Difesa di svolgere attività negoziali per vendere armi prodotte dall'industria italiana - è stata rafforzata in modo molto consistente la funzione di controllo del Parlamento sulle decisioni relative all'acquisto dei sistemi d'arma : aumenta la trasparenza, perché il governo é tenuto a presentare un "bilancio consolidato" nel quale sono indicate tutte le risorse destinate agli investimenti, e non soltanto quelle assegnate al ministero della Difesa; ma soprattutto, si introduce la necessità di un doppio parere delle commissioni competenti che possono determinare, con una maggioranza qualificata, la sospensione del programma d'acquisto. 
5) Non è quindi vero che con questo provvedimento si confermano (o addirittura si aumentano) gli stanziamenti per gli F35 - sul quale resta valido l'impegno assunto con l'approvazione della nostra mozione qui alla Camera di "mantenere aperta e costante nel tempo una valutazione trasparente, attraverso i previsti passaggi parlamentari, sulla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter, riconsiderando il numero effettivo di velivoli da acquisire". Non solo, ma si sottopone l'acquisto di tutti i sistemi d'arma ad un controllo parlamentare finalmente reale, trasparente ed efficace. È stato un risultato importante e non scontato del nostro lavoro al Senato, e dovremmo valorizzarlo
6) Infine, molti esprimono preoccupazione sull'eventualità che il governo vari i decreti attuativi - che davvero determineranno la sostanza del provvedimento - avvalendosi del "silenzio-assenso" del Parlamento, approfittando dello scioglimento delle Camere . L'unico passaggio supplementare che abbiamo effettuato qui alla Camera riguarda proprio questa preoccupazione, che condividiamo in pieno. Per questo abbiamo inserito nell'ordine del giorno che presenteranno in aula i relatori (e su cui il governo ha già assicurato parere favorevole) l'impegno da parte del governo a non avvalersi del "silenzio-assenso" . Di più: il ministro Di Paola, in commissione, ha affermato di voler seguire le indicazioni che i gruppi parlamentari gli daranno sull'opportunità di presentare i decreti attuativi prima dello scioglimento delle Camere (qualora ce ne fosse il tempo), o lasciare questo compito al prossimo governo, e al prossimo Parlamento

  di PD Lecco
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