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CODURELLI - PENSIONI: PER LA 14ESIMA DILAZIONE PIU' LUNGA ED ESENZIONE PER PENSIONI MINIME 2012.10.02
  Il Governo si è impegnato ad intervenire nei confronti dell'Inps nel considerare una diluzione maggiore rispetto ai 12 mesi ventilati e tempi più brevi sugli accertamenti. Il PD ha ribadito nuovamente che fatti del genere non debbano più accadere vista l'informatizzazione tanto declamata degli uffici pubblici. Tale situazione n on è accettabile dal momento che non è il pensionato da solo ad espletare la pratica. La responsabilità va cercata altrove.  E' stato inoltre richiesta la possibilità reale di esenzione per chi è tornato adesso in condizione di povertà estrema. Stiamo parlando di pensioni minime, nei confronti delle quali pochi euro fanno la differenza. Una scelta in tal senso eviterebbe di far pagare i cittadini per errori di cui non hanno colpa".   

DAMIANO, LENZI, GNECCHI, SANTAGATA, BELLANOVA, BERRETTA, BOBBA, BOCCUZZI, CODURELLI, GATTI, MADIA, MATTESINI, MIGLIOLI, MOSCA, RAMPI, SCHIRRU, MARAN, QUARTIANI e GIACHETTI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: in questi giorni il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua ha confermato la notizia relativa all'invio di lettere contenenti la richiesta di restituzione di somme indebitamente erogate dal suo istituto a circa 200 mila pensionati nell'anno 2009;  le somme    suddette riguardano la cosiddetta quattordicesima introdotta nella XV legislatura dal Governo di centrosinistra mediante l'articolo 5 del 127 81 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. decreto-legge n. del 2007, il quale disponeva, a favore dei pensionati con età pari o superiore a 64 anni e che non superassero determinati limiti reddituali, la corresponsione di una somma aggiuntiva di alcune centinaia di euro; il presidente dell'Inps ha dichiarato che dalla verifica delle autocertificazioni presentate per l'anno 2009 dai pensionati al fine di poter beneficiare del provvedimento adottato dal Governo Prodi - inserito in un più organico contesto di misure miranti a supportare la situazione delle fasce più deboli della popolazione, allo scopo di attenuare gli effetti di una congiuntura economica che cominciava a mostrare preoccupanti segnali di debolezza - è risultato che circa 200 mila di queste non fossero corrette e che i presentatori non avessero diritto alla riscossione della quattordicesima;  Mastrapasqua - affermando che l'Inps    può accertare la correttezza dell'autocertificazione solo dopo che l'Agenzia delle entrate abbia reso noti i redditi dei pensionati, per poi incrociare i dati e verificare la legittimità della richiesta - ha annunciato un incontro con i sindacati e i patronati per trovare il modo migliore di effettuare le trattenute, cercando di salvaguardare le fasce sociali più deboli;  l'attività di recupero delle somme da parte dell'Inps, qualora si  confermi inevitabile, dovrebbe conformarsi a criteri di massima elasticità, in modo tale da consentire una restituzione degli importi molto dilazionata nel tempo, così da evitare ripercussioni traumatiche sulle già esigue risorse a disposizione dei pensionati; gli interroganti - ritenuto necessario provvedere all'innalzamento dei limiti reddituali massimi entro i quali beneficiare della «quattordicesima», considerati i tassi inflazione intervenuti dal 2008 e del contesto socio-economico estremamente negativo di questi anni, ampliandone progressivamente la platea - ritengono che la richiesta di restituzione, a distanza di tre anni dalla corresponsione delle somme e rivolta a soggetti appartenenti alle fasce sociali più disagiate della società, comporterà oneri e sacrifici considerevoli e, considerando iniqua una procedura di verifica della regolarità delle autocertificazioni cosi intempestiva, sollecitano una revisione delle modalità di controllo, affinché situazioni del genere non abbiano più a verificarsi;  si ritiene, altresì, necessario distinguere le diverse situazioni tra chi ha presentato una dichiarazione inesatta per poche decine di euro e chi, invece, ha omesso importi considerevoli del proprio reddito, così come occorre prevedere meccanismi tempestivi che impediscano l'erogazione reiterata per più anni di trattamenti non dovuti qualora si riscontrino dichiarazioni non conformi ai limiti di reddito previsti, al fine di scongiurare : l'obbligo di restituzione di ingenti importi quali iniziative intenda assumere al fine di provvedere alla restituzione delle somme indebitamente erogate attraverso una procedura di ampio dilazionamento dei tempi che consenta di non incidere in maniera eccessivamente onerosa nei confronti dei pensionati, eventualmente ipotizzando un'esenzione totale o parziale per coloro che hanno commesso errori dell'ordine di poche decine di euro, nonché alla tempestiva modifica delle procedure di verifica della correttezza delle autocertificazioni per l'ottenimento della «quattordicesima» - anche attraverso un più sollecito scambio di dati tra le diverse amministrazioni interessate -, limitando così il rischio del ripetersi di vicende come quella sommariamente descritta in premessa, anche in vista dell'opportunità di estendere la platea di beneficiari. (3-02491)
(25 settembre 2012) CESARE DAMIANO. Signor Presidente, signora Ministro, come lei sa nei giorni scorsi il presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua, ha parlato anche per quest'anno di una restituzione di somme percepite indebitamente per quanto concerne la quattordicesima erogazione ai pensionati a basso reddito (riguarderebbe 200 mila persone). Insisto sul basso reddito perché come lei sa si tratta di persone che hanno un reddito calcolato nel 2007 di 8.504 euro annui, ai quali dà diritto questa quattordicesima.
Noi chiediamo, in primo luogo, se, nel confronto previsto con le parti sociali, il Governo sia intenzionato a suggerire una procedura di ampio dilazionamento dei tempi per questa restituzione, per non incidere in modo oneroso nei confronti di questi pensionati; in secondo luogo, se eventualmente, si possa ipotizzare un'esenzione totale o parziale per coloro che hanno commesso errori nell'ordine di poche decine di euro e, in terzo luogo, se si possa dare il via ad un cambiamento dell'autocertificazione attraverso un più sollecito scambio di dati tra le diverse amministrazioni al fine di non incorrere in questi problemi. PRESIDENTE. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, ha facoltà di rispondere. ELSA FORNERO, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Damiano e gli altri interroganti per l'occasione che mi dà di fare chiarezza su un problema di rilevanza sociale, dato che si tratta della richiesta di restituzione di somme modeste a pensionati dai redditi molto bassi. Peraltro, sottolineo come questo sia non soltanto un atto dovuto, ma un atto ricorrente, perché, da quando è stata istituita la quattordicesima, il meccanismo è tale per cui l'INPS provvede alla liquidazione, segnalando, peraltro nelle lettere che manda agli stessi pensionati, che: «ricordiamo che il diritto a ricevere tale importo sarà verificato sulla base della dichiarazione dei suoi redditi definitivi per il 2008», e quindi, necessariamente, la verifica dei limiti reddituali avviene ex post.
Tutto questo porta tutti gli anni a richiedere indietro somme indebitamente erogate da parte dell'INPS sulla base della norma: negli anni passati, il dilazionamento delle somme veniva normalmente fatto in cinque mesi. Quest'anno le persone che risulterebbero avere percepito indebitamente la quattordicesima sono circa 200 mila, su una platea di tre milioni e mezzo.
In considerazione - questo sì che è un elemento di novità - del fatto che viviamo momenti difficili, e che quindi i pensionati possono essere la parte più debole di una generale sofferenza in cui una larga parte della popolazione si trova, l'INPS ha deciso di dilazionare la restituzione dovuta, e quindi non cancellabile, su 12 mesi. Ma io stessa ho chiesto all'INPS se non fosse il caso di rivedere il suo orientamento e, magari, di diluire ancora di più la restituzione. Ho anche chiesto all'INPS, che, peraltro, si deve confrontare con l'amministrazione finanziaria dello Stato, di vedere se è possibile accorciare i tempi, per quanto i limiti della verifica siano nei tempi stabiliti della legge, che sono di cinque anni, e qui stiamo parlando di una verifica su tre anni, proprio per la sgradevolezza di vedersi richiedere la restituzione di somme dopo tre anni. L'INPS ha promesso che farà tutto il possibile e ha chiesto, sotto questo profilo, anche un maggiore coinvolgimento dell'Agenzia delle entrate. Da parte del Governo vi è la sensibilità Pag. 9e anche l'impegno, ma, ovviamente, l'atto è dovuto, e quindi si tratta soltanto di essere generosi rispetto alle modalità.  DONATA LENZI. Signor Ministro, la ringrazio per la risposta e, mi sembra, l'accento di attenzione che lei ci ha voluto mettere. Le devo dire che, però, dodici mesi di dilazionamento ci sembrano un po' pochi. Quando noi chiedevamo un sostanzioso dilazionamento, pensavamo a tempi più lunghi. Peraltro, si fa così in altri settori, nei rapporti con l'Agenzia delle entrate e così via; quindi, si tratta di adeguarsi a cose che possono essere facilmente ottenute, dilazionando la restituzione delle somme in un tempo più lungo. Sono state 200 mila le persone coinvolte quest'anno, erano 185 mila l'anno scorso. Bisogna che ci chiediamo dove intervenire perché questo non si ripeta più. Non è accettabile che si scarichino quelli che sono errori, spesso, dell'amministrazione o dei CAF, perché non è il pensionato quello che va a fare la pratica, sul cittadino pensionato. Ma, mi permetta, noi vorremmo proprio che si riflettesse su una possibilità reale di esenzione per chi almeno è tornato adesso in condizione di povertà estrema. Noi stiamo parlando di pensioni minime, nei confronti delle quali pochi euro fanno la differenza. Quindi, se apprezziamo lo sforzo, chiediamo anche un passo in più (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico
  di PD Lecco
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